Un elettore di Trump che va a tutti i suoi comizi vestito da muro al confine col Messico del famoso slogan «build the wall». Politici che si vestono da supereroi o copiano lo stile dei loro predecessori. Giovani disillusi che giocano a mettere in scena omicidi di politici, economisti che fanno giochi di ruolo interpretando pirati medievali, attivisti che lottano per l'indipendenza di paesi immaginari. . . Quando ciò che esiste non funziona ma sembra non esserci alternativa, la politica ritorna sotto forma di cosplay: un gioco di maschere e travestimenti in cui un passato illusorio viene saccheggiato per nascondere che è tutto sempre uguale, in un caos di simboli senza significato. Perfetto per placare le ribellioni, mobilitare le masse e diventare virale sui social, il cosplay è la forma della politica nel XXI secolo. Spaziando tra culture di Internet, attualità internazionale e filosofia della storia, Mattia Salvia formula l'enigma del nostro tempo, in cui la politica sembra essere sempre ovunque e da nessuna parte.
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Viviamo in un'epoca nuova che non abbiamo ancora capito, e per esorcizzarla trattiamo le guerre e gli omicidi politici come dei giochi di ruolo. Salvia lo racconta bene.
CECILIA SALA
Non importa se viviamo nella timeline giusta o nella timeline sbagliata, come si chiedeva Matrix e come si chiede oggi Mattia Salvia. Importano molto di più gli strumenti che Mattia Salvia ci offre per analizzare il presente. E quindi comprenderlo.
I DIAVOLI
Mattia Salvia è l'Aby Warburg dell'assurdo contemporaneo.
FRANCESCO GUGLIERI, IL DOMANI