Nella Sicilia degli anni '30, una donna vive da sola, esperta di erbe curative (e non), guaritrice all'occorrenza, Angiola si guadagna il suo spazio nelle dinamiche di paese per il suo ruolo di lamentatrice, prefica dell'era moderna.
Perché la modernità che ci è famigliare è dietro l'angolo, e il paese, nei suoi riti tradizionali e moderni al contempo, nelle sue ataviche credenze, accoglie questa donna sola e libera, all'origine della cui follia si cela la perdita di un figlio. La accetta, nel suo divenire personaggio.