"Ed ecco il cuore di questo libro: come si trasforma una cucina? Una musica? Un popolo? Una nazione? Come si cambia se stessi? Come gli altri cambiano noi nell'incontro, nella scoperta reciproca?"
La cucina è da sempre uno dei più importanti veicoli di cultura, strategie di avvicinamento sociale, fattori di scambio umano.
Chi arriva in Italia scopre la parmigiana e la pizza, e al contempo porta con sé i piatti del proprio Paese, attraverso cui racconta e rivive la sua storia, creando un movimento di duplice senso: verso il luogo da cui parte e verso quello in cui arriva.
In questo libro, divertente e politico insieme, DonPasta tocca i temi del meticciato e dell'integrazione utilizzando la lente del cibo.
Entra nelle cucine di donne e uomini migranti, di prima o seconda generazione, e mentre impastano friggono speziano le pietanze tipiche della nazione d'origine li ascolta raccontare di quelle terre, del loro rapporto con l'Italia, dei rimpianti e dei desideri.
La cucina del futuro è sicuramente fatta di contaminazioni, proprio come il mash-up che, anche in musica, crea un nuovo brano fondendo altri brani già esistenti.
Un libro scritto pensando alle giovani generazioni, che hanno la fortuna di vivere in un mondo dai mille sapori.
I protagonisti
Zaid, Fatima e Imai, profughi palestinesi: maqluba
Antonella Bundu, politica, madre italiana e padre della Sierra Leone: granat soup
Saba Anglana, cantante e scrittrice di origine somala: risotto alla somala
Paul Biligha, giocatore di basket, dal Camerun: zuppa sanga
Nguyen e D. , agopuntore, vietnamiti: nem e pho
Xeryp e Elif, ristoratori curdi: yaprach
Liliana Nechita, badante e scrittrice romena: sarmale e gomboti
Matilde Karakachoff, murguera argentina: empanadas e alfajores de maizena
Hassan, Chaseb e Akim, operai pakistani in lotta: chicken karahi, dahl e aloo tikki
Indira Pineda Daudinot, sociologa cubana: caldosa
Amir Issaa, rapper ed educatore, padre egiziano e madre italiana: ravioli all'hawawshi