Ci sono storie che il tempo non riesce a cancellare.
Restano sospese nell'aria come un profumo lieve, custodite nei luoghi, nei gesti tramandati, nei ricordi che affiorano all'improvviso e sanno ancora commuovere il cuore. Sono storie che non si leggono nei libri, ma si custodiscono nella memoria di chi le ha vissute.
Quella del conte Gherald e di Eliana è una di queste storie.
Me la raccontò mia nonna quando avevo nove, forse dieci anni. Eravamo seduti vicino alla finestra e mentre parlava le sue mani si muovevano lente, come a sfiorare ricordi invisibili. La sua voce tremava appena.
In paese tutti la raccontavano, ma pochi la conoscevano davvero. Mia nonna la conosceva bene. E ogni volta che nominava quel roseto, nei suoi occhi si accendeva una luce fatta di nostalgia e di segreti.