La madre non sa quanto tempo sia passato, né perché sia tornata. Sa soltanto che il suo dolore è diventato potere e che la sua rabbia ha trovato una forma capace di contenerlo. Si è risvegliata sotto una coltre di terra in cima a una montagna, ma il suo corpo non le appartiene più; i sensi sono acuminati, la forza sovrumana, la sete di sangue inesauribile. L'ultima immagine della sua vita precedente è il gesto d'amore più straziante: deporre le ceneri della figlia, assassinata davanti a lei dall'ex fidanzato e tradita da una giustizia incapace di proteggerla.
Tempo dopo, il cadavere di un uomo accusato di molestie viene ritrovato in un canale di scolo, e l'ispettrice Noh Jinseon capisce che non si tratta di un omicidio qualunque. La violenza è inaudita, il corpo carbonizzato, esangue e contorto in un gesto di supplica interrotta. Una scia di morti scuote il Paese: uomini che hanno ferito, umiliato o distrutto la vita di tante donne diventano prede di un'entità incorporea, che sfida il tempo e sembra conoscere ogni loro colpa, passata e futura. Mentre una squadra speciale viene incaricata di fermare l'assassino, un terrore misto a un'oscura ammirazione sconvolge l'opinione pubblica.
Sangue madre intreccia thriller soprannaturale e critica sociale in un racconto che scava nella violenza di genere e nella potenza del lutto. È uno squarcio narrativo, brutale e nitido, sul dolore che attraversa generazioni di donne e sul confine instabile che separa la vendetta dalla liberazione.