"Infante apofatico silenzio" si muove sul confine tra parola e indicibile, dove il linguaggio non si limita a raccontare il mondo, ma tenta di avvicinarsi a ciò che sfugge, a ciò che non può essere detto fino in fondo. Fin dal titolo si delinea il cuore dell'opera: "infante" è insieme il bambino e colui che non parla; "apofatico" rimanda a una via negativa e a un dire per sottrazione; "silenzio" è il luogo ultimo in cui la parola tende e si dissolve. La raccolta si distingue per un'architettura interna originale e riconoscibile. Le sezioni non sono semplici aggregazioni tematiche, ma veri e propri dispositivi compositivi: il verso nasce da scomposizioni sillabiche, slittamenti fonici, giochi di omografe e incastri ritmici che trasformano la lingua in materia viva. La parola viene smontata e ricomposta, attraversata e messa in tensione, e proprio in questo processo rivela inattese possibilità di senso: procede per immagini concrete, quotidiane, spesso luminose, ma si apre continuamente a risonanze ulteriori, a scarti semantici che ampliano il campo del significato. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.