È il 1928 e all'Istituto femminile Briarley le giornate scorrono tra studio, disciplina e amicizie che sembrano destinate a durare per sempre. Per Emily e le sue compagne, la scuola è una protezione e una promessa; per le loro famiglie è la tappa necessaria a renderle le donne perbene che il mondo si aspetta.
Ma sotto la superficie ordinata dell'istituto si annida qualcosa di inquietante: tutto cambia la notte del diciottesimo compleanno di Violet, la studentessa più brillante e popolare della scuola, che muore precipitando da una balaustra. Emily e la sua rivale Evelyn sono d'accordo solo su una cosa: non si è trattato di un incidente.
Distrutte dal dolore, tentano di evocare lo spirito della compagna, ma ciò che appare davanti a loro è una minaccia senza nome. L'istituto è ora permeato da una presenza insidiosa e inesorabile: ciò che prima era un rifugio, adesso è un organismo oscuro. Come il latte che, nel corso di una sola notte, inspiegabilmente si inacidisce, così Briarley si guasta dall'interno.
Tra sedute spiritiche e desideri proibiti, tra legami che si stringono fino a soffocare e crepe che si aprono nell'animo, le ragazze scivolano verso un luogo pericoloso, che le osserva e le chiama a sé.
Latte acido è una fiaba crudele sul passaggio dall'infanzia all'età adulta, un racconto in cui crescere significa soprattutto attraversare l'ombra e scoprire che ciò che dovrebbe proteggerti può divorarti.