
Le venne in mente che forse, come ogni arte, anche il dormire non era solo riposo, ma un atto di fiducia. Fiducia che la vita sarebbe continuata anche chiudendo gli occhi. E in quel momento,
seduta
lì, capì che la vera lucidità non era rimanere svegli a tutti i costi per non pensare, ma accettare che, prima o poi, bisogna chiudere gli occhi e fidarsi di ciò che verrà.
Livia Mancini conosce il valore delle distanze. Per mestiere accompagna gli altri con il suo taxi di lusso, attraversa vite che non le appartengono e poi torna alla propria, ordinata quanto basta per non crollare. Akitsumi Umihara, in arte Akizakura, arriva in Italia durante il Festival dell'Oriente. È un artista di culto della scena J-rock, abituato ai palchi, agli sguardi e a una fama che gli chiede sempre in cambio qualcosa. Fuori dalla musica, lui sembra appartenere a un mondo più difficile da comprendere. Da Ancona al Giappone, tra live house, riti antichi, strade notturne e luoghi custoditi dalla memoria, Livia si ritrova dentro una geografia emotiva imprevista. Ogni tappa apre una soglia, ogni scelta e gesto costringono entrambi a fare i conti con ciò che hanno perduto e con ciò che, forse, può ancora restare. Akizakura significa ciliegio d'autunno: un fiore fuori stagione, ostinato, capace di sbocciare quando tutto intorno sembra prepararsi a svanire.
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