Il digitale non è una nuvola astratta: è fatto di corpi, miniere, cavi, turni di lavoro, confini e relazioni quotidiane. Attraverso etnografie e testi fondamentali, questo volume segue le persone che progettano algoritmi, aggirano il controllo delle piattaforme, riparano computer, usano i social media o affrontano tecnologie di sorveglianza, dai sistemi di raccomandazione che catturano l'attenzione alle strategie dei rider contro il "capo" algoritmico; dai rifiuti elettronici in Ghana alle relazioni dei migranti rurali in Cina; dalle identità online alle frontiere biometriche europee, emergono pratiche concrete, disuguaglianze e forme di resistenza.
Il libro, presentando per la prima volta in italiano saggi internazionali centrali per l'antropologia digitale, affiancati da guide alla lettura che ne ricostruiscono contesti, concetti e metodi, diventa quindi una mappa critica delle infrastrutture che rendono possibile - e contestabile - la vita connessa, utile a studenti, ricercatori e lettori interessati a comprendere come media digitali, intelligenza artificiale e piattaforme online trasformino ciò che facciamo e ciò che siamo.