Malempin, scrive André Gide nei suoi appunti per un libro su Simenon, è la 'messa in pratica' perfetta di quello che l'autore definisce il suo 'metodo': 'far rivivere il passato nel, e attraverso il, presente. Qui i ricordi del passato si alternano al racconto del momento attuale . . . E il passato fa luce sul presente, che senza quello rimarrebbe incomprensibile'. Del passato, mentre veglia notte e giorno il minore dei suoi figli, affetto da difterite maligna, il dottor É douard Malempin rievoca soprattutto l'infanzia: perché è stata quella - è sempre quella, Simenon ne è convinto non meno di Freud - a fare di lui l'uomo che è oggi. Determinanti sono stati certi odori (quello della cucina della casa dei genitori, per esempio), certe sensazioni (la beatitudine che provava allorché , malato, poteva 'fare assenza' e isolarsi dal mondo), certe scene (la notte in cui si era svegliato e aveva visto il padre chino su di lui, o quando avevano portato in manicomio la giovane zia, una 'femmina allo stato puro', bionda rosea e polposa, in preda a una crisi di follia) che si sono fissati nella memoria - ma più ancora le zone d'ombra e i misteri che non è mai riuscito a penetrare fino in fondo: la scomparsa di uno zio a cui i suoi genitori dovevano un bel po' di soldi, l'aver sentito la madre mentire a un gendarme venuto a interrogarla, e quel polsino con un gemello d'oro che poco tempo dopo aveva visto in una discarica andando a scuola, e sul quale aveva sempre taciuto. . . Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I. E. S. r. l. , oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.