Questo saggio offre un'analisi rigorosa e interdisciplinare delle mutilazioni genitali femminili (MGF/MGF-E), esplorandone le radici storiche, le valenze culturali e le conseguenze sanitarie, psicologiche e sociali per donne e bambine. Attraverso un percorso che unisce antropologia, studi di genere, evidenza medico-sanitaria e diritto internazionale, l'autrice attraversa contesti geografici diversi - dall'Africa subsahariana al Medio Oriente, dall'Asia al mondo della diaspora in Europa - per illustrare come tradizione, norme sociali e rapporti di potere sostengano pratiche che producono danno. Il volume analizza tipologie e classificazioni delle MGF, testimonianze, studi di prevalenza e il quadro normativo internazionale e nazionale (Protocollo di Maputo, Convenzione di Istanbul, legislazioni africane ed europee), mettendo a confronto approcci repressivi e strategie partecipative di prevenzione. Ampio spazio è dedicato ai programmi e alle esperienze di intervento - dal Programma congiunto UNFPA-UNICEF alle buone pratiche ONG - che privilegiano approcci trasformativi di genere, il coinvolgimento delle comunità, il ruolo delle community trainer e la mediazione interculturale. Non manca una riflessione critica sulle sfide della medicalizzazione, della clandestinizzazione delle pratiche e delle politiche nei paesi di migrazione, con proposte operative per policy, educazione, raccolta dati e rafforzamento dei servizi sanitari e socio-giuridici. Il testo propone infine raccomandazioni concrete per coniugare tutela dei diritti, empowerment delle donne e trasformazione delle norme sociali, con l'obiettivo di contribuire all'eliminazione delle MGF entro l'Agenda 2030.